Maria Parr

Taglia il pull nero!!!!Parr, Maria 2014 (c) Andrew Amorim

© Andrew Amorim

Maria Parr è nata nel 1981 in Norvegia. Ha studiato lingue e letterature nordiche e, prima di diventare scrittrice a tempo pieno, è stata a lungo un’insegnante. Cuori di waffel (2014), il suo primo romanzo, ha avuto un successo folgorante, vincendo il Premio Andersen per la categoria 9/12 anni, il Super Premio Andersen Libro dell’Anno 2015, il Premio Legambiente. Fa parte della cinquina finalista della prima edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi, categoria +6Dal romanzo è stata tratta una serie televisiva molto popolare in Norvegia, dove Maria Parr è considerata la nuova star della letteratura per ragazzi.

Maria Parr ha scritto per Beisler Editore:

Un’intervista a Maria Parr rilasciata a RadioDue, trasmissione Ovunque6

Da dove arriva la tua fiducia nei confronti dell’infanzia? I protagonisti dei tuoi libri sono ispirati a qualcuno dei tuoi alunni?

Beh, prima di tutto, penso di avere un chiaro ricordo di come è stato essere una bambina, e penso che sia giusto avere fiducia in quella persona. E poi lo vedo (e sento) ogni giorno, come i bambini siano in grado di tirare fuori il meglio dalle persone. I bambini cambiano le cose. I miei studenti (ora sono solo una scrittrice) erano di 16 anni, quindi nella maggior parte dei casi non erano più dei bambini. Ma grazie al mio lavoro di scrittrice visito molte scuole e incontro tanti bambini.

In Tonja Valdiluce c’è un riferimento preciso ad Heidi: hai amato la storia di Heidi da bambina e pensi che sia importante farla conoscere anche ai bambini di oggi?

In realtà Heidi mi è venuta in mente solo in una fase avanzata del libro e non ci avevo pensato prima. La mia più grande ispirazione per Tonja Valdiluce è stata in realtà il personaggio di Ronja la figlia del brigante, di Astrid Lindgren. E non so perché o come Heidi sia arrivata – ma è vero che dal momento in cui ne ho parlato, il libro ne è stato influenzato.

Da piccola ho amato la storia di Heidi, ma l’ho conosciuta solo in TV. Il libro l’ho letto da grande. E sì, di sicuro si può parlare dei classici nei libri per bambini. Dobbiamo solo tenere a mente che i bambini non vivono la nostra stessa infanzia. Ci sono anche tanti nuovi libri!

Nei tuoi libri c’è una forte componente ecologica e la descrizione di luoghi incontaminati. Le valli che descrivi ti ricordano dei luoghi realmente esistenti o che hai conosciuto personalmente? 

Hmm… non è facile rispondere, perché non è qualcosa che faccio consciamente. Sono cresciuta in luoghi come questi e ora sono tornata a viverci. Questo è il modo di vivere che conosco ed è per questo che lo racconto nei miei libri. Sono luoghi immaginari ma potrebbero anche essere reali.

Non credo di aver mai voluto affrontare un discorso ecologico, è più la mia voglia di giocare all’aperto che emerge dai libri. Quando ho scritto Tonja, sapevo che sarebbe stata una ragazzina cresciuta all’aperto, con tanti momenti e spazi di libertà (molti di più di quanti ne abbia avuti io o quanti permetta alle mie figlie di avere, ovviamente – è un racconto di immaginazione). Ma volevo far sentire ai lettori la mia gioia!

Molti dei bambini che conosco vivono come Tonja, Trille e Lena. Ma quando incontro bambini di altri paesi, loro si domandano come sia vivere in un piccolo villaggio immerso nella natura, e questo mi fa molto riflettere.

Tonja è un esempio di intraprendenza, determinazione, coraggio. Una bambina, femmina, che combatte per ciò in cui crede al di là dei programmi messi in atto dagli adulti…

Quando ho iniziato a scrivere, in realtà Tonja era un maschio. E’ diventata una ragazza quando mi sono resa conto di quanto poche fossero le bambine protagoniste nella letteratura contemporanea norvegese. Ho improvvisamente ricordato quanto fosse stata importante per me, da bambina, l’incontro con Ronja di Astrid Lindgren. Ma Tonja rappresenta innanzitutto l’essenza dell’infanzia.

Altre curiosità su Maria Parr potete trovarle in questa intervista pubblicata sul sito del Premio Strega, da cui abbiamo tratto le informazioni seguenti:

Perché e quando hai deciso di scrivere un libro per ragazzi?

Lo ricordo con chiarezza. Ho scritto un tema su Astrid Lindgren l’ultimo anno della scuola media. Ero profondamente affascinata. Dalla vita dell’autrice, ma soprattutto dai suoi libri. E allora ho deciso che volevo provare anch’io a fare quello che lei aveva fatto. Quindi, dopo aver consegnato il mio tema ho iniziato a scrivere con grande entusiasmo quello che sarebbe diventato Cuori di waffel dieci anni dopo.

Raccontaci in breve una giornata tipo di quando scrivi

È piuttosto complicata in effetti. Ho scritto entrambi i libri che ho pubblicato mentre stavo studiando o lavorando. Quindi ci ho messo parecchio a scriverli, ed è qualcosa che faccio quando ho l’energia e il tempo, di sera o in vacanza. Specialmente quando viaggio. Ora sto provando a essere un po’ più disciplinata tutti i giorni. Ma temo di essere ancora troppo irrequieta per diventare una scrittrice di professione.

Cosa ti piacerebbe che pensassero i lettori una volta terminato il tuo libro?

Io cerco di ricreare le mie positive e personali sensazioni di lettura di quando ero bambina. Quelle stesse sensazioni che mi facevano desiderare di rimanere in quel mondo che il libro mi aveva svelato. Parlo dei libri che mi hanno preso davvero. Vorrei che i bambini si sentissero come se il libro fosse scritto per loro.