Jutta Richter

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Jutta Richter è nata a Burgsteinfurt in Vestfalia nel 1955. Il suo primo libro l’ha scritto ancora teen-ager dopo un soggiorno di un anno a Detroit (USA). Dopo il diploma ha studiato teologia cattolica, germanistica e pubblicistica all’Università di Münster. È considerata una delle più note autrici tedesche degli ultimi vent’anni. Scrive racconti e romanzi per ragazzi e per adulti, nonché canzoni, lavori per il teatro e per la radio. Vince nel 2001 il rinomatissimo DeutscherJugendliteraturpreis. Nel 2007 con il libro Il gatto Venerdì” riceve il Premio Andersen – Il mondo dell’infanzia. Vive in una casa incantata a Westerwinkel, presso Münster.

Di Jutta Richter, Beisler Editore ha pubblicato:

Alcune curiosità su Jutta Richter tratte dal sito www.juttarichter.de

Voleva diventare una scrittrice da bambina?

Sì, avevo già questo desiderio. Non c’è niente di più bello che leggere libri! Con le storie che leggevo potevo sognare altri mondi, trovare nuovi amici e vivere avventure che non avrei mai vissuto nella realtà. A un certo punto ho scoperto che potevo anche io inventare delle storie, e da quel momento ho desiderato questa professione.

Com’è diventata scrittrice?

A 15 anni ho trascorso un anno di studio all’estero, negli Stati Uniti, e sono stata colta da una grande nostalgia. Così ho iniziato a scrivere un diario, che volevo regalare ai miei genitori. Quando scrivevo, la nostalgia mi sembrava più sopportabile. Fu proprio questo diario il mio primo libro che è stato stampato da una casa editrice.

Le piace il suo lavoro?

Sì, è la professione più bella del mondo. Nei giorni di pioggia posso far splendere il sole, quando sono arrabbiata posso scrivere una storia che mi mette allegria. E tutto questo posso farlo sempre e dappertutto. Sì, è proprio la professione più bella del mondo.

Il suo lavoro è faticoso a volte?

Sì, soprattutto quando comincio un libro nuovo. La prima frase è sempre la più difficile perché in essa devo decidere chi racconta la storia, dove ci condurrà e riuscire a renderla in modo appassionante. E tutto questo processo a volte dura tantissimo tempo, finché non riesco a trovare la frase giusta.

Quali sono i suoi orari di lavoro?

Quando sono in una fase di scrittura mi alzo prestissimo. Mi piace vedere di mattina come sorge il sole e come la luce lentamente colora le nuvole, prima di blu e poi di rosa. In questi momenti nascono le mie frasi migliori. A mezzogiorno faccio una pausa, esco per una passeggiata con il mio cane e mi riposo. Dalle 16.30 sono di nuovo seduta alla scrivania e scrivo fino a notte fonda.

Viaggia tanto per il suo lavoro?

Sì, viaggio tantissimo nel mondo per far conoscere i miei libri. Leggo ai bambini, agli adulti, e non solo in Germania, ma anche in altri paesi in cui sono stati tradotti i miei libri.

Quanti soldi guadagna?

Il guadagno dipende da diversi fattori, per questo non posso dire precisamente quanto sia. Non ho uno stipendio fisso. Se viaggio molto e promuovo i miei libri, guadagno bene. Se scrivo pezzi teatrali e audiolibri, anche. Se tu in libreria compri un mio libro, e il libro costa dieci euro, io guadagno un euro.

Era una brava studentessa?

Chi è una brava studentessa? Mi piaceva molto andare a scuola, perché lì incontravo i miei amici e mi piaceva studiare quando una materia mi interessava. Sono stata sempre curiosa e volevo sapere tutto. A volte avevo delle belle idee e ho cercato di spiegarmi il mondo, però se sono stata una brava studentessa non lo so di preciso. A volte i voti erano buoni, altre volte no. Solo in musica ho sempre avuto 10.

Ha figli?

Sì, una figlia che si chiama Lena. E Lena ha una figlia che si chiama Lili.

Ha animali?

Sì, il mio cane si chiama Anton ed è un cane pastore ungherese; il mio gatto si chiama Schròder e ha tre colori, dunque porta fortuna.

Lavora da casa?

Sì, perché quando scrivo pronuncio le frasi a voce alta e questo non si può fare quando si è in un luogo con altre persone.

In quante lingue sono stati tradotti i suoi libri?

Sono stati tradotti in turco, inglese, francese, spagnolo, portoghese, serbo, croato, olandese, italiano, giapponese, coreano, danese e tante altre lingue.

Quanto tempo impiega per scrivere un libro?

Più o meno due anni. Se è un albo illustrato, di meno.

Nei suoi libri è tutto inventato o alcune cose sono reali?

Le storie sono sempre realtà travestita.

Quante volte modifica e riscrive i suoi libri?

Non scrivo mai più di una pagina e mezza al giorno. Penso così tanto alle singole parole che, una volta scelte, non devo più cambiare nulla.