Leggi con Beisler e restiamo uniti

Leggi con Beisler e restiamo uniti

In queste settimane difficili, che ci impongono di rimanere a casa per il bene della collettività, abbiamo avviato l’iniziativa #LeggiConBeisler: una rubrica di videomessaggi e videoletture realizzati dai nostri autori e collaboratori più affezionati provenienti da varie parti del mondo.

Li troverete sulla pagina Facebook della casa editrice, seguendo l’hashtag #LeggiConBeisler.

Un modo per rimanere uniti e tenere saldo il contatto tra di noi anche se a distanza!

Per praticità, abbiamo anche pensato di raccogliete tutti i video sul sito in questa pagina: venite a trovarci spesso, perché via via ci saranno nuovi inserimenti!

Ole Könnecke racconta com’è nato “Desperado”

Dal suo studio di Amburgo Ole Könnecke ci racconta com’è nato l’albo illustrato “Desperado” e ci mostra i tanti disegni e prove che ha realizzato prima di arrivare alla versione definitiva. Poi ci dà un’anticipazione sul prossimo libro a cui sta lavorando… e infine ci fa fare una passeggiata virtuale nel suo studio!

“Squadra Cacciafantasmi e la pista di ghiaccio” – Lettura di Alessandra Petrelli

Alessandra Petrelli, traduttrice di lunga esperienza e grande professionalità, legge alcune pagine di un libro che ha molto amato tradurre: “Squadra Cacciafantasmi e la pista di ghiaccio” di Cornelia Funke!

Un libro sui fantasmi e sull’amicizia, che ci insegna che nella vita è possibile superare qualsiasi sfida, se si hanno gli amici giusti!

L’autore delle musiche che accompagnano il video è Pietro Stilli.

Maria Parr legge “Il Coronavirus è una palla con gli spuntoni”

Un contributo esclusivo! Una storia scritta dalla grande scrittrice norvegese Maria Parr che racconta il dialogo serale tra due fratelli: il minore non riesce ad addormentarsi pensando al “corona” come a una palla con gli spuntoni che colpisce, come avviene nel gioco della palla avvelenata.

Potete leggerla per intero qui di seguito, grazie alla traduzione di Lucia Barni.

[ Il Coronavirus è una palla con gli spuntoni ]

«Il coronavirus è una palla con gli spuntoni» disse Oskar.
La solita lagna dal letto di sotto.
«È un virus» dissi.
«Sembra una palla con gli spuntoni» si ostinò lui.
«Sì, però è un virus» risposi irritato, mentre mi chiedevo se i bambini di sette anni sono sempre così stupidi o se è mio fratello che si distingue tra tutti.

Tacque giusto il tempo perché credessi che si fosse addormentato.
«Di’ quello che ti pare, comunque sembra una palla con gli spuntoni» insisté.
Gemetti.
«Va bene. Puoi anche dire che è una rana con le mammelle, se vuoi, basta che stai zitto» ribattei.
«Così si può giocare a una specie di palla avvelenata, solo che è palla infettata, no?» chiese, per niente zitto.

Se c’è una cosa di cui Oskar va fiero in questo periodo, è di avere imparato le regole di palla avvelenata. Si arrischia persino a giocare assieme a quelli di terza.
«Palla avvelenata? Il coronavirus non c’entra niente con la palla avvelenata, scemo che non sei altro!»
«Sì invece, perché bisogna stare attenti! Se la palla infettata ci colpisce veniamo contagiati! Splash!»

Santo cielo, pensai. Quanto rompe. Già mi dà sui nervi normalmente, ma adesso che era una settimana che non vedevo altri che lui e i miei genitori non lo sopportavo più! Non poteva mettersi a dormire come i bambini normali?
«Ci sono due squadre» continuò. «Quelli con il virus e quelli senza. Quelli con il coronavirus hanno la palla infettata. Anzi, ne hanno tantissime. Con gli spuntoni. Ne hanno migliaia, e le lanciano contro quelli che non hanno il virus.»
Lo sentivo sotto di me che gettava per finta le palle infettate. Il letto tremava tutto.
«Oskar! Piantala!» gridai. «Voglio dormire!»

Ma Oskar non la piantava.
«Quelli che vengono colpiti passano alla squadra dei contagiati, e così possono iniziare anche loro a tirare le palle infettate alla gente. Gliele lanciano contro per colpirne quanti più possibile. Così la squadra del coronavirus è sempre più numerosa. Splash! Bang! Puuum!»

Mi sedetti e mi sporsi oltre il bordo. Oskar, il mio fratello magrolino, se ne stava sdraiato sul letto dimenando le braccia mentre tirava palle infettate immaginarie con il pigiama di Spiderman tutto sdrucito.
«Non ci sono due squadre a palla infettata, Oskar.»
«Sì invece» ribatté lui. «È per questo che dobbiamo stare attenti ed evitare il contatto con gli altri».
«Non ci sono due squadre, scemo. Ce n’è una sola.»
«No» insisté Oskar.
«Sì» dichiarai. «Tutti contro il coronavirus.»

Finalmente tacque. Mi risdraiai e chiusi gli occhi.
«Tutti nella stessa squadra?» domandò lui infine, dopo che il suo cervellino ebbe pensato per bene e a lungo. Gemetti.
«Sì, Oskar. Tutte le persone del mondo sono nella stessa squadra.»
«Cioè, quindi Messi e Ronaldo giocano nella stessa squadra?»
Misericordia, ma cos’era che non capiva?
«Sì. Messi e Ronaldo sono nella stessa squadra. E anche Paul Pogba e Zlatan Ibrahimović, se vuoi saperlo. Tutti i calciatori del mondo giocano nella stessa squadra. Tutti, Oskar. E anche il primo ministro fa parte di quella squadra, e un miliardo di cinesi e tutti i dottori che esistono, e la polizia e persino i rapinatori. Sono tutti insieme. E i camionisti e gli abitanti degli Stati Uniti, Putin e la Merkel, e la mamma, i rifugiati della Siria, i nostri vicini di casa, gli addetti ai lavori pubblici, i trafficanti di droga e tutti i pompieri del mondo, i piloti di elicottero, la nazionale di atletica e il nostro re. Anche tutti gli altri capi di stato. E la tua maestra, tutti gli infermieri, Justin Bieber, Billie Eilish e tu, io e il nostro gatto. Tutti nella stessa squadra. Capisci?»
Oskar non disse niente. Doveva essere assorto nei pensieri. Mi ero quasi addormentato quando sentii:
«Quindi il coronavirus sta in squadra da solo?»
«Sì, Oskar. Il coronavirus sta da solo. Adesso puoi smettere di rompere e dormire?»

Lo sentii sistemarsi le coperte.
«Sì» disse con uno sbadiglio. «Adesso posso dormire.»

E si addormentò.

Tom Schamp ci manda un saluto dal Belgio!

L’illustratore di “Fino al Cielo“, Tom Schamp, ci accoglie nel suo magnifico studio immerso nel verde e ci manda un saluto in questo periodo difficile.

Jutta Richter dedica a tutti i bambini la poesia “Domani sarà bello”

Direttamente dal suo studio in Germania, Jutta Richter manda un saluto a tutti e ci dedica una sua poesia dal titolo “Domani sarà bello!”.

Bice Rinaldi legge “Io sono soltanto una bambina”

Bice Rinaldi, traduttrice letteraria di lingua tedesca, che presenta e legge per tutti noi alcune pagine di un libro bellissimo, che lei stessa ha tradotto dal tedesco: “Io sono soltanto una bambina” di Jutta Richter! Il video è intervallato da musiche e illustrazioni tratte dal volume. Davvero gustoso.

– Musiche: Antonio Vivaldi, Concerto in F 570 La tempesta di mare, Orchestra filarmonica della Scala, direttore Riccardo Muti, EMI Classics 2005

– Scelte musicali: Bice Rinaldi

– Montaggio e supervisione: Filippo D’Eliso – Pagina ufficiale (musica), Domenico Pollio (video).